Il futuro dell’Esercito italiano

Il futuro dell’Esercito italiano sarà dettato dalle ultime riforme in tema di Forze Armate.

Queste ultime prevedono infatti un ridimensionamento delle unità in organico a favore della creazione di una forza professionale e altamente specializzata.

Il futuro dell’Esercito italiano: la “riforma Di Paola”

L’ultima legge in materia, la 244/2012 (cosiddetta “riforma Di Paola”), prevedeva infatti il ridimensionamento dell’organico militare fino alla quota di 150.000 militari e 20.000 civili entro il 2024.

Elaborazione Servizio Studi Camera – Dipartimento Difesa su dati articolo 798-bis del D. Lgs.66/2010.

Un obiettivo che tuttavia è risultato troppo ambizioso, vista l’impossibilità di ridurre in maniera così consistente l’organico entro l’anno originariamente individuato.

In generale, infatti, si assiste ad un incremento del personale in ferma prefissata; le cifre, poi, variano in base al grado.

Il ruolo Marescialli evidenzia una forte riduzione negli ultimi due anni, mentre i Sergenti risultano in aumento a causa delle immissioni di personale proveniente dalle ferme in servizio permanente e dell’assenza di fuoriuscite rilevanti per limiti di età.

La riduzione dei VSP è determinata dal mancato transito in servizio permanente dei VFP. Anche gli allievi risultano in aumento: la causa è la maggiore immissione di allievi marescialli tesa a mitigare il repentino calo previsto entro il 2024 dovuto alle fuoriuscite per limiti di età.

Per ampliare lo spazio di manovra della riforma e garantire il raggiungimento degli obiettivi da essa prefissati, la Camera ha approvato un emendamento, il 27 aprile scorso, che proroga al 2033 la scadenza inizialmente prevista per il 2024.

Gli effetti della riforma: un Esercito altamente specializzato

Una conseguenza evidente dell’applicazione della riforma Di Paola e del ridimensionamento degli organici è una specializzazione più marcata del personale, soprattutto nei settori tecnico-logistici e sanitari (come ha affermato il ministro Guerini).

Nel rendere più attrattivo il percorso militare per i giovani, la riforma intende creare migliori prospettive di carriera e trattamento economico, con il risultato di solidificare un organico mediamente più giovane e meglio addestrato.

L’odierno panorama strategico e politico è però in continua trasformazione, soprattutto in seguito all’invasione ad opera della Federazione Russa dei territori ucraini. Tali sconvolgimenti hanno causato un’accelerazione delle discussioni in Camera e Senato per poter approvare gli ultimi emendamenti.

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Foto @Ministero della Difesa